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05
Mag

Il Soave viaggia veloce. La 2016 da ricordare a lungo e nella preview debuttano i nuovi cru

on 05 maggio 2017. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Scenari


(Vigneti a Soave)

Ci saranno quattro giorni per scoprire l'annata del 2016, ma il Soave sta viaggiando velocissimo. E sulla cresta dell'onda. 

Partiamo dalla novità principale e che raccontavamo qui: sono state aggiunti nel disciplinare di produzione 64 terroir storici o, come direbbero quelli più bravi, 64 cru. Tra questi Carbonare, Castellaro, Brognoligo, Fittà, Castelcerino e Froscà, solo per citarne alcuni. Insomma sulla scia di Barolo e Barbaresco per citare i casi più noti in Italia. Il Soave, tra le denominazioni più antiche d'Italia (era il 1931), dopo il riconoscimento delle Colline vitate come paesaggio rurale di interesse storico, continua a mietere successi. Perché adesso, anche il metodo di coltivazione della Garganega, cioè quello a pergola, dai più considerato obsoleto e non adatto, con i cambiamenti climatici in atto, sta tornando in auge e diventerà anche oggeto di un seminario importantissimo e interessantissimo che si terrà alla Soave Preview. 


(Aldo Lorenzoni)

A proposito di anteprima, il direttore del consorzio, Aldo Lorenzoni, racconta la 2016 che andremo ad assaggiare tra pochi giorni: "Si tratta di una perfetta sintesi tra l'annata 2014, più acida e fresca e la 2015, più calda. La 2016 è un perfetto miscuglio di freschezza e complessità. Non mi piace dire che si tratta dell'annata perfetta, perché non amo consacreare le cose, ma credo che i produttori siano molto soddisfatti e che se ne parlerà a lungo". Per degustare la 2016, appuntamento dal 18 al 21 maggio al Palazzo del Capitano, nel cuore del borgo medievale di Soave. "Sarà una grande festa a cui prenderanno parte alcuni dei giornalisti più importanti del mondo - racconta Lorenzoni - Non solo presentiamo la 2016, ma racconteremo delle novità che riguardano i 64 aereali di produzione". In occasione dei dieci anni della manifestazione due saranno le giornate dedicate alla stampa e agli operatori, il 18 e il 19 maggio, mentre sabato 20 e domenica 21 maggio per la prima volta anche il pubblico potrà partecipare e assaggiare in anteprima tutte le interpretazioni del Soave 2016. "Siamo una denominazione storica ed è giusto celebrare questo momento così importante per il consorzio - dice Lorenzoni - Le vigne storiche finalmente ottengono la menzione che gli spettava".

A proposito di celebrazioni, nella preview si parlerà anche del sistema di coltivazione a pergola: "Bistrattato, definito obsoleto, eppure torna in voga - dice Lorenzoni - questo perché si è dimostrato un perfetto alleato contro i cambiamenti climatici. Anche nelle ultime gelate, danni limitatissimi proprio grazie alla pergola che tiene le piante ad una maggiore altezza ed offre loro la possibilità di difendersi meglio dal freddo. Poi non dimentichiamo che la Garganega è un'uva che matura tardivamente". Il Soave è un vino unico, nato da un paesaggio non clonabile per definizione. Il consorzio raccoglie 3.000 piccole aziende che coltivano circa 7 mila ettari di vigneti e danno vita tutti insieme a 150 produttori di vino, ognuno con le sue caratteristiche e peculiarità. Circa l'80 per cento della produzione va all'estero, soprattutto in Germania, Regno Unito, Stati Uniti e Giappone, "ma stiamo pensando ad una promozione che interessi soprattutto l'est europeo", rivela Lorenzoni. 

A giugno forte dell’apporto di Sarah Abbot, Master of Wine, inizierà la campagna “Summer of Soave”, che coinvolgerà media e trade in esclusivi tasting guidati nei locali di tendenza a Londra, Leeds, Manchester, Edimburgo. La campagna si prefigge di “rivelare il nuovo corso” del Soave, proprio a partire dai Cru, esaltando le particolarità che contraddistinguono e impreziosiscono l’identità di questi Soave. In Giappone, invece, dal 15 luglio al 31 agosto, sarà di scena “Soave by the Glass”, l’evento dedicato alla stampa, al trade e ai consumatori finali, in collaborazione con Shigeru Hayashi, per raccontare la molteplicità del Soave, cominciando proprio dal valore dell’unicità e della longevità dei singoli cru.

C.d.G.

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