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Mar

Fiasconaro pensa sempre al Piemonte: "A Castelbuono continuano ad ostacolarmi"

on 09 Marzo 2017. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Scenari


(Nicola Fiasconaro)

Non si placano le polemiche sull'assegnazione dell'area artigianale dio Castelbuono, comune delle Madonie in provincia di Palermo. 

Dei lotti che il comune ha messo a disposizione degli imprenditori, due rimangono bloccati. Uno stop che rischia di frenare il progetto di sviluppo dell’azienda dolciaria Fiasconaro, che già in passato aveva polemizzato con il Comune per il blocco dell’iter burocratico di assegnazione delle aree (leggi qui). I fratelli Fiasconaro avevano messo in conto il possibile trasferimento dell’impresa in Piemonte. Possibilità che resta ancora in piedi visto che adesso la Fiasconaro è di nuovo ai ferri corti con l’amministrazione comunale, che ancora si deve esprimere sull’assegnazione dei due lotti E ed F (il resto dei lotti richiesti dall’impresa sono stati già assegnati), che risulterebbero essenziali per lo sviluppo del progetto complessivo dei Fiasconaro. La giunta comunale, infatti, di fronte alle uniche due richieste del comparto agroalimentare, ha deciso di stoppare l’iter, perché ritiene “necessario procedere ad un maggiore approfondimento sulla materia anche alla luce dei diversi pareri espressi dalla commissione” incaricata di esaminare le domande degli imprenditori.   

Il motivo della frenata però ha radici più profonde, come ha spiegato oggi Nicola Fiasconaro, durante la conferenza stampa per evidenziare la necessità di una decisione urgente da parte della giunta. Il nodo della questione risiede nell’analoga richiesta dei due lotti E ed F da parte del panificio Tumminello snc, di cui il sindaco, Antonio Tumminello - che non ha partecipato alla seduta di giunta dove è stato deciso lo stop all’assegnazione - è socio. Ad illustrare la vicenda è stato il legale della famiglia Fiasconaro, Tommaso Raimondo. “La decisione della giunta di non assegnare i lotti all’impresa Fiasconaro, arrivata prima in graduatoria con 245 punti, non appare giustificabile - afferma in una nota il legale - così come la delibera della commissione, dove il solo responsabile del IV settore ha proposto, in ordine ai lotti in contestazione, di assegnare il lotto F alla ditta Fiasconaro e il lotto E alla Tumminello, che ha totalizzato 42 punti in graduatoria, tenendo conto delle esigenze rappresentate dalle richiedenti”.

Secondo Raimondo, rispetto alla richiesta di assegnazione, “la Fiasconaro ha manifestato chiaramente l’esigenza dei lotti in questione, riconducibili alla realizzazione di strutture di servizio all’azienda, come asilo nido e mensa, che migliorano la qualità e l’immagine dell’azienda, oltre alla realizzazione di una nuova linea di lavorazione e di confezionamento, magazzini e spazi ricreativi, nell’ottica di un accorpamento dei lotti che rende unitario l’intero progetto industriale, prevedendo l’incremento della forza lavoro di trenta unità - continua Raimondo - Un progetto del valore di circa 8 milioni e che porterà subito nelle casse del comune oltre un milione. Mentre il panificio Tumminello, nell’istanza, non ha specificato alcuna esigenza particolare, limitandosi a richiedere di voler trasferire l’azienda in locali più grandi per ampliare la gamma dei prodotti offerti, prevedendo l’assunzione di ulteriori unità lavorative, non specificate”.

Lo stop imposto dalla delibera di giunta, inoltre, non ha tenuto conto nemmeno del parere del segretario generale del comune, durante la votazione, che ha specificato come i provvedimenti di assegnazione “debbano tenere conto delle esigenze rappresentate dai richiedenti, avendo cura dell’interesse superiore della funzionalità complessiva dell’insediamento e dell’ottimizzazione del piano di localizzazione dell’intera area, operando con criteri di omogeneità”.

Una matassa che adesso la giunta dovrà dipanare in tempi brevi, perché ad andarci di mezzo potrebbe essere un progetto che ha dovuto attendere un piano di insediamento nelle aree artigianali rimasto solo sulla carta per circa trent’anni, e che solo dopo il pungolo dei Fiasconaro ha visto la luce. 

“Non c’è la volontà di attaccare nessuno - ha detto Nicola Fiasconaro - Noi vogliamo solo chiarezza e tempi certi sull’assegnazione delle aree”. Il tempo è un fattore importante per qualsiasi impresa, in particolare alla Fiasconaro che per esportare i suoi prodotti deve necessariamente cominciare la produzione a luglio. Per questo motivo è ancora più urgente che dal comune di Castelbuono arrivi una risposta in tempi brevissimi, considerato che i capannoni necessitano della ristrutturazione e dell’adeguamento. Non è stato possibile rintracciare il sindaco per una replica.

C.d.G.    

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