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08
Mar

Cuneo, sequestrate 5 mila bottiglie di finto Barolo e vini Doc e Docg. Continuano le indagini

on 08 Marzo 2017. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Scenari

A leggere le etichette si pensava di bere uno dei miglior vini Doc o Docg della zona, Barolo compreso. In realtà, le bottiglie contenevano vino dozzinale e di scarsa qualità.

E' la scoperta fatta dai Carabinieri del Nas di Alessandria insieme agli ispettori astigiani della Repressione frodi che nei giorni scorsi, su mandato della Procura di Asti, hanno compiuto un importante intervento nell’ambito della lotta contro le contraffazioni e le frodi in commercio nel settore vinicolo. In una sorta di cantina nella frazione Canove di Govone, avrebbero sequestrato oltre cinquemila bottiglie di vini e liquori con etichette taroccate e migliaia di contrassegni fasulli, per un valore di decine di migliaia di euro. Per ora il riserbo è molto alto. "Confermiamo che è in corso un’indagine su una frode in commercio e contraffazione di denominazione d’origine in ambito vitivinicolo, ma non possiamo rivelare nomi o altre informazioni - dice a La Stampa il direttore dell’Ispettorato repressione frodi per il Nord Ovest, Franco Macchiavello -. Stiamo effettuando verifiche sul territorio e anche in altre regioni, si tratterebbe di vini generici che venivano commercializzati come Doc e Docg".

Bisognerà, dunque attendere le analisi per accertare l’origine e la natura dei vari prodotti contenuti nelle bottiglie sequestrate. Due sarebbero i principali indagati nella vicenda, ma seguendo la filiera i carabinieri e gli ispettori avrebbero compiuto sequestri anche in alcuni bar albesi (un paio si troverebbero nel centro storico) che mettevano in vendita i vini fasulli. Inoltre, le perquisizioni si sarebbero allargate anche ad altre cantine della zona e a due copisterie di Canale e di Fossano, dove sarebbero state ritrovate migliaia di etichette pronte a partire per vestire le bottiglie nella frazione Canove di Govone. Non è certo la prima volta che il vino piemontese finisce nel giro delle frodi commerciali, così come avviene per molti altri prodotti alimentari italiani d’eccellenza taroccati al pari di una borsa o di un orologio di marca.  

C.d.G.

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