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Feb

I custodi della tradizione culinaria italiana: la storia (e il successo) de Le Cesarine

on 13 Febbraio 2017. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Scenari


(Massimo Marianetti)

Tutto inizia nel tre anni fa, dall’idea di un’antropologa, Egeria Di Nallo, docente di sociologia dei processi culturali e comunicativi all'Università di Bologna, che vuole salvaguardare i cibi e i piatti “dimenticati”, nonché tramandare, alle future generazioni, la tradizione culinaria italiana. 

Nasce, così, l’organizzazione "Home Food Cesarine", con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e con la collaborazione della Regione Emilia-Romagna. In poco tempo le Cesarine – antico nome per indicare le massaie romagnole – sono diventate 200, con presenze in 90 città. Dove propongono antichi piatti, spesso dimenticati e quindi sono impegnate in un interessante lavoro di ricerca per non far perdere definitivamente una ricchezza culturare straordinaria. 


(La tavola di Anna Benucci)

Cosa fanno le Cesarine? Accolgono i clienti in casa. Così, seguendo una sorta di tour enogastronomico, si può incontrare Mario Antonio, che nella sua casa di Bologna accoglie e organizza corsi per insegnare a cucinare le perfette tagliatelle al ragù ai turisti da tutto il mondo o i classici pici all’aglione, primo piatto di estrazione contadina quasi sempre abbinato a qualche calice di Barolo oppure di ottimo Chianti. Mentre a Montepulciano, Barbara propone un vino per ogni malattia. E che dire di Mara, a Forlì, che da oltre 20 anni invita a cena le compagnie teatrali di passaggio per la sua città (e mostra le tracce della presenza di Rossella Falk e Giorgio Gaber, Alessandro Gasmann e Michele Placido) a cui propone i suoi crostini della nonna, tortelli alle erbe di stagione e ossicini di pollo fritti. Sono solo tre rappresentanti dell’esercito delle 200 Cesarine (e Cesarini) che, dice la professoressa Di Nallo, dal Friuli alla Sicilia, offrono al turista e al concittadino “nostalgico” gli autentici sapori del territorio italiano: cuoche per passione e per diletto che aprono le loro case e le loro tavole dando vita a un itinerario del gusto che, se si analizza bene, ha creato una nuova formula di turismo, l’homefood tourism Made in Italy.

Un vero e proprio fenomeno culturale molto apprezzato dal turista straniero – francesi, inglesi e statunitensi in particolare - in cerca di autenticità ed esperienze della tradizione italiana che possono offrire questa rete di cuoche-massaie che aprono le porte della loro cucina, dove raccontano e condividono la sua storia e una parte del patrimonio culturale italiano. Un modo alternativo per i turisti di apprezzare le eccellenze enogastronomiche del Belpaese e scoprire le sue storie. Insomma, autentiche ambasciatrici del gusto e dei valori delle culture regionali italiane queste Cesarine, che più di una volta sono state celebrate dal quotidiano “New York Times”, oltre ad essere state ospiti delle sedi americane di Google per insegnare i segreti della cucina italiana. O, meglio, di ogni regione d’Italia, custodi dell’essenza del territorio, de profumi, dei sapori dei suoi prodotti e le usanze tramandate di generazione in generazione. Un canovaccio irripetibile di storie, ricette e convivialità il cui principio è che il prodotto tipico, senza la cultura culinaria della tradizione, non raggiungerebbe la perfezione. 


(Il piatto di Patrizia Castellani)

I depositari dell'antico sapere della nostra cucina sono sicuramente le famiglie e, adesso, anche le Cesarine, che del patrimonio di ricette della propria famiglia, sono la memoria. Cuoche per passione e autentiche vestali della cucina, questa rete di signore (e signori) – l’età è compresa tra i 40 e i 70 anni – che dopo essersi ri-organizzate e avere aggiornato la piattaforma di prenotazione “ripartono” con nuovo slancio diventando il crocevia di tutti coloro che l’Italia la vogliono scoprire e conoscere anche attraverso sapori e tradizioni delle ricette italiane. Un collage di storie, volti e abilità che diventa anche un itinerario di sapori e di saperi dalle Alpi alla Sicilia, in una sorta di un unico grande racconto popolare di quel che resta dei nostri ricordi gastronomici da ritrovare; un vero e proprio patrimonio artistico meno visibile, ma altrettanto ricco di sfumature, che consente di girare l’Italia attraverso le tavole di un unico, grande e vario, ristorante diffuso.

Le Cesarine, selezionate da Home Food, sono praticamente vere e proprie custodi di un patrimonio enogastronomico sommerso; mettono la loro esperienza a diposizione degli ospiti per regalare un’esperienza autentica, all’insegna della qualità e del gusto. E lo fanno anche in occasione della festa dell’amore, San Valentino. Perché nella vita di una coppia di innamorati, le occasioni importanti vanno festeggiate e, magari, sorprendere, con una location diversa dalla tradizionale, come programmare una cena a casa di una Cesarina per vivere un San Valentino assolutamente unico all’insegna della qualità e del gusto. Come, per esempio, nella casa di Patrizia Castellani, a Castellarano, nelle terre della celebre Matilde di Canossa.

Michele Pizzillo

 
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