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01
Nov

Rebollini, i primi 50 anni della cantina rivoluzionaria: e spunta una bottiglia speciale

on 01 November 2018. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - La degustazione


(Leonardo Valenti e Gabriele Rebollini)

di Michele Pizzillo, Milano

Appartiene, probabilmente, a quello sparuto gruppo di sessantottini che possono ancora vantarsi  di aver portato a termine le iniziative rivoluzionarie che nel 1968 sembravano pronte per cambiare il mondo.

La famiglia Rebollini , con l’azienda creata nel 1968 – per pura coincidenza, però. Ma viste le scelte spesso controcorrente che hanno fatto per raggiungere gli attuali livelli di qualità, e ascoltando le argomentazioni che Gabriele Rebollini ha esplicitato durante la presentazione del magnum speciale per ricordare i 50 anni della propria azienda agricola, ci è sembrato simpatico sfruttare la casualità per collocare nell’alveo delle utopie, che in questo caso sono diventate realtà, emerse nel fatidico '68 il percorso seguito dall’azienda agricola Rebollini e, cioè “volgendo lo sguardo al passato, ciò che ci rende più orgogliosi è di essere riusciti a fare crescere e innovare la nostra azienda rimanendo fedeli ai valori che furono di mio nonno e di mio padre, il principale dei quali è il rispetto per il territorio dove sorgono i nostri vigneti, che si traduce in tutela dell’ambiente e ricerca dell’armonia con la natura”. 

Cinquant’anni fa ci furono anche i Sessantottini che pensavano alla tutela dell’ambiente, solo che la famiglia Rebollini continua a percorrere questa strada, tanto da rispettare pure le tradizioni, riuscendo anche ad armonizzarle con le innovazioni sia in vigna, sia in cantina. Per questo traguardo, un grosso contributo è arrivato da Leonardo Valenti, enologo ed agronomo illustre, docente nell’Università di Milano, che ha modellato vini in linea con i gusti e le esigenze dei consumatori. Tant’è vero che la famiglia Rebollini, approdata nell’Oltrepò Pavese dalla Liguria un secolo fa, con il nonno dell’attuale proprietario che faceva il boscaiolo. Nel 1968, invece, l’idea di produrre vini di qualità con la voglia di volere dare anche un personale contributo alla fase di ulteriore crescita della Doc Oltrepò Pavese che con 13.500 ettari vitati e circa 4.000 cantine attive, rappresenta il 60% del comparto vitivinicolo della Lombardia e, a quanto pare, la terza doc più importante d’Italia. E, quindi, un cinquantennio sempre in prima linea nella rivoluzione che ancora interessa il vigneto e la cantina Italia. Che Gabriele Rebollini, terza generazione dei “liguri” dell’Oltrepò Pavese, ha deciso di festeggiare con la punta di diamante della sua produzione di spumanti perché “sono veramente di alto livello, in grado di confrontarsi con le più prestigiose etichette della categoria, a livello nazionale e non solo”. Di bollicine, attualmente Rebollini propone quattro etichette, due “metodo classico Oltrepò Pavese docg (il Millesimato, ottenuta da uve Pinot nero per il 95% e 5% di Chardonnay e il Cruasé (100% Pinot nero), la Cuvée brut (70% Pinot nero e 30% Chardonnay) e un Metodo Martinotti 100% Pinot nero. Poi c’è la linea “superiore” Oltrepò Pavese dop: un Pinot nero vinificato in bianco, il Riesling, la Bonarda vivace ottenuta da uva Croatina e la Barbera in purezza. La linea “base”, sempre Oltrepò Pavese dop, comprende un Pinot nero vinificato in bianco, Riesling e Chardonnay entrambi in purezza e in versione vivace, un rosato ottenuto da Pinot nero (85%) e Uva Rara (15%) e i rossi Bonarda (da uva Crroatina) e Barbera, in purezza e in versione vivave. Infine il Novello Oltrepò Pavese igp da Pinot nero e il passito di Croatina Yttrio igp. 

In totale, 16 referenze – con una produzione di 100.000 bottiglie, di cui la metà esportata tra Europa e Nord America - a cui si aggiunge la limited edition della magnum di bollicine Metodo Classico Oltrepò Pavese Docg brut nature 2011, ottenuto da un uvaggio di Pinot Nero (95%) e (Chardonnay 5%) che Gabriele Rebollini ha presentato a Milano insieme a Valenti e a Giulio Zanmarchi, enologo 27 enne allievo dello stesso Valenti, entrato in azienda la scorsa primavera con la responsabilità direzionale della produzione e del controllo qualità in cantina “necessario anche per la tracciabilità dei prodotti”, ha sottolineato Rebollini nel corso della colazione servito presso Oste 23, ristorante milanese d’impostazione sarda. E’ stato il trionfo del pesce in tutte le cotture possibile perché fosse possibile degustare le bollicine dell’azienda pavese che ha sede a Borgoratto Mormorolo, ma con vigneti (35 ettari) presenti anche nel territorio dei comuni di Casteggio, Mairano, Calvignano e Borgo Priolo. Tutte vigne concimate con prodotti organici e se le condizioni dell’annata lo rendono necessario, vengono effettuate operazioni di sfogliatura e di diradamento dei grappoli, aggiunge l’espertissimo Valenti.

Questi i vini degustati

Docg Oltrepò Pavese Metodo classico brut nature 2011
Un prodotto di qualità prodotto in edizione limitata per il 50^ anniversario della creazione dell’azienda, ottenuto da uve Pinot nero (95%) e Chardonnay (5%) che danno al vino un bel colore giallo dorato e bollicine suadenti. Notevole la personalità che si nota al naso, con un bouquet di note fruttate e floreali. In bocca è intenso, cremosità che stuzzica il palato e note di frutta e di erbe aromatiche che lo rendono particolarmente gradevole. Matura 36 mesi sui lieviti e riposa almeno sei mesi in bottiglia.

Cuvée brut metodo classico
70% di Pinot nero e 30% di Chardonnay per questa bollicina dall’effervescenza briosa e continua e dai profumi di frutta esotica, di erbe aromatiche, note agrumate e nuance di vaniglia e cannella. Al palato è un vino morbido, cremoso, e caratterizzato dal giusto equilibrio di acidità e sapidità. Matura 24 mesi sui lieviti.

Riesling Oltrepò Pavese doc
Di colore paglierino brillante, è un vino i buona consistenza che all’olfatto evidenzia note erbacei, note di mela, pera e di frutta tropicale. In bocca è sicuramente un vino diretto, invitante, fresco,  sapido e una buona spalla acida. Sosta in vasche d’acciaio su fecce nobili.

Bonarda Oltrepò Pavese doc vivace
Di colore rosso porpora, è riconoscibile dalla schiuma brillante e da suadenti profumi prevalentemente di frutta rossa matura come prugne, fragole, mirtilli; al palato è fresco, cremoso, di facile beva e valorizzata da un tannino appena accennato. La fermentazione avviene in autoclave. 

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