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Set

L'arte del cibo: Taste of Roma fa il "pieno": lo spettacolo dei 19 chef e dei 72 piatti

on 24 Settembre 2018. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - La degustazione


(Giulio Bruni e Andrea Di Raimo)

di Marco Sciarrini, Roma

Diciannove grandi chef, 72 portate (4 per ogni chef), grandi vini, dolci provenienti da ogni parte.

Solo conferme per la settima edizione di "Taste of Roma" che si è tenuta presso i Giardini Pensili di Auditorium Parco della Musica, l'evento enogastronomico che più di ogni altro celebra l’alta cucina della Capitale. Ad animare le cucine, 19 grandi chef che, per la settima volta consecutiva, come una grande festa dove gourmet e amanti della buona cucina siedono alla stessa tavola per condividere la loro passione per il cibo, hanno riprodotto il piatto che più rappresenta la loro evoluzione culinaria, il loro #piattodautore. Quest’anno, i protagonisti sono stati: Acquolina con Angelo Troiani, All’oro con Riccardo di Giacinto, Barrique con Oliver Glowig, Bistrot 64 con Kotaro Noda, Enoteca Achilli Al Parlamento con Massimo Viglietti, Finger’s con Roberto Okabe, Glass Hostaria con Cristina Bowerman, Il Convivio Troiani con Daniele Lippi, Imàgo all’Hassler con Francesco Apreda, La Pergola – Hotel Rome Cavalieri con Heinz Beck, La Terrazza Hotel Eden con Fabio Ciervo, Magnolia con Franco Madama, Metamorfosi con Roy Caceres, Mirabelle Hotel Splendide Royal con Stefano Marzetti, Per Me con Giulio Terrinoni, Ristorante Il Tino con Lele Usai, Tordomatto con Adriano Baldassarre che è stato anche protagonista di  Maestri in cucina Ferrarelle con ogni giorno una coppia formata da uno chef e un maestro pizzaiolo di alto livello insieme agli chef Paolo Trippini del ristorante Trippini (Italian Kitchen Academy) e Andrea Provenzani.

Gli chef hanno allietato le serate proponendo 72 portate, 4 per ogni chef. I piatti, sebbene preparati da mani diverse, sono accomunati da un unico tema: l’arte, perché è l’arte a riconoscere per prima la valenza culturale del cibo, il suo valore simbolico, sociale ed estetico. Anche quest’anno Taste of Roma ha cercato di “regalare un’esperienza irripetibile - dice Mauro Dorigo, General Manager di BE.IT. events - Lavoriamo con e per il cibo da anni. E' inevitabile che per noi rappresenti una delle massime espressioni artistiche che coinvolge i cinque sensi. In un’epoca come questa di grandi evoluzioni, torniamo all’origine, e la raccontiamo con innovazione”.   


(Cristina Bowerman)

È l’arte a riconoscere per prima la valenza culturale del cibo, il suo valore simbolico, sociale ed estetico, oltre che vitale, valori fondanti dell’Anno del Cibo Italiano per il 2018 dal Ministero dei beni e delle attività culturali, insieme al Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, andando ad esaltare e al tempo stesso preservare le eccellenze italiane nel mondo; si parla in particolare di piatti d’autore, evoluzione del gusto e dello stretto legame tra arte-cibo nella tradizione italiana. Come nelle edizioni precedenti a mettere le mani in pasta non sono stati solo gli chef, ma anche i visitatori, grandi e piccoli con attività coinvolgenti: cocktail academy, degustazioni, abbinamenti birra-cibo e showcooking. Tra gli stand in particolare abbiamo apprezzato la pasticceria dei fratelli Taibi, siciliani di Castrofilippo in provincia di Agrigento con prodotti alla ricotta di eccellente qualità così come i prodotti dell’azienda agricola San Pietro a Pettine in provincia di Perugia con i tartufi delle loro terre che riforniscono 42 ristoranti stellati nel mondo, e tra i loro prodotti ci ha colpito un inconsueto tartufo conservato al marsala in riduzione ed anche, per conto dell’Azienda Antinori, un tartufo conservato con il loro muffato.

Molto seguiti anche gli appuntamenti alla Vip Lounge del Diners Club Privé dove, per il pubblico più esigente, sono state riservate degustazioni di alto livello guidate dalla sapiente professionalità del Direttore Giulio Bruni, dell’Enogastronomia Ercoli 1928 rinomata e antica azienda di eccellenza di Roma, noi in particolare abbiamo assistito a tre delle degustazioni: Sapore di sale o di mare? Guida alla navigazione sensoriale: sapidità, terrosità e persistenza dell’ostrica; Il Cantabrico delle meraviglie, tre strabilianti espressioni dell’Alice; Cheeseamo: storie d’amore, passione e razze, latte, stagionature. Attese, fermentazioni e scelta del latte: scopri la forma della qualità. 


(Paolo Trippini)

L’appuntamento per l’ottava edizione si presenta interessante visto il successo di pubblico ed anche ad una partecipazione sentita degli chef e delle ditte espositrici, il patron della manifestazione Mauro Dorigo ha promesso per l’anno prossimo “effetti speciali”.

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