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Giu

Viaggio di emozioni al Cuvée du Jour: Costa e Trentacosti regalano una "gourmet experience"

on 21 Giugno 2018. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - La degustazione


(Giuseppe Costa e Carmelo Trentacosti)

di Manuela Zanni, Palermo

Se è vero, e lo è, che il luogo in cui si tiene una cena ha un valore fondamentale nella sua riuscita, lo è altrettanto che a farla da padroni sono i piatti realizzati dalle sapienti mani di chi li prepara. 

Se poi il luogo è il Grand Hotel Villa Igiea e le mani sono quattro, quelle degli chef Carmelo Trentacosti e Giuseppe Costa, unite per celabrare l’alta cucina, la serata non può che essere una "gourmet experience" di alto livello. Lo chef di casa, Carmelo Trentacosti, del Cuvée du Jour, assieme allo chef Giuseppe Costa, stella Michelin de Il Bavaglino di Terrasini, in provincia di Palermo, alternandosi nella preparazione dei piatti, hanno reso possibile un dialogo che ha usato, al posto delle parole, un sorprendente incontro di sapori. Due linguaggi diversi per raccontare lo stesso amore per la cucina  attraverso un’esclusiva cena nell'incantevole giardino del Grand Hotel Villa Igiea che ospita  il Cuvée du Jour.

Un unico tavolo unico imperiale, tante le emozioni condivise con i commensali, compagni di viaggio in un percorso sensoriale che ha attraversato la cucina mediterranea senza, tuttavia, essere mai banale o scontato. Un insieme di diverse esperienze in un menù, realizzato ad hoc dai due chef, che ben ne ricalca il carisma e la spiccata personalità. Un incontro e confronto di eccellenze che hanno dato vita ad una serata ricca di gusto e convivialità. 

Ad "aprire le danze" della "Gourmet experience a 4 mani" l' arancina di cous Cous e lo sfincione cremoso di Giuseppe Costa, due divertenti quanto sublimi rivisitazioni dei classici della cucina siciliana. Gli fa eco il cannolo di caponata e mandorla di Carmelo Trentacosti in cui la croccantezza della cialda ha dato un valore aggiunto ad un altro classico della tradizione realizzando una  crasi perfetta. In abbinamento il Davolarosa Brut Nero d’Avola rosato di Feudi del Pisciotto. Una bollicina spumeggiante dai profumi intensi di fiori e frutti rossi e un ingresso fresco, pulito e snello che ne rende alta la godibilità e lunga la persistenza. 

A seguire due antipasti, i ravioli di seppia con cuore di gambero rosso, la sua bisque e caviale, fiore all'occhiello dello chef resident

e le foglie d'amare, ovvero una insalata di mare rivisitata in sfoglie sottilissime, firmata dallo Chef Costa. In abbinamento un Grillo Marengo 2016 Feudi del Pisciotto, dal colore giallo paglierino con riflessi dorati. Naso elegante di ginestra e mughetto e bocca fresca ed equilibrata che ne invoglia il sorso. 

Un risotto con plankton, ricci di mare, formaggio di capra a latte crudo con coulisse di  mandarino verdello è stato il primo preparato dallo chef Trentacosti in cui i vari ingredienti hanno creato un tutto armonico ed equilibrato. In abbinamento uno Chardonnay 2016  Ferretti di Feudo del Pisciotto. Giallo paglierino con riflessi brillanti. Naso intenso di frutta gialla matura e tropicale. Sorso ricco e godibile esaltato da una spiccata mineralità che rendono il finale lungo e persistente. 

Il secondo "targato" Costa è stato un falsomagro di rana pescatrice in cui il cipollotto alla carbonella ha fatto da contraltare in un continuo gioco di sapori. Azzardato quanto riuscito l'abbinamento con l'Eterno 2013, Pinot Nero di Feudo del Pisciotto di un bel rubino intenso. Naso in festa per un caleidoscopio di aromi che spaziano dalle spezie miste, ai frutti rossi maturi fino alla confettura di prugne e ciliegia marasca. Bocca intensa avvolta da un tannino avvolgente, morbido e vellutato domato da un passaggio in botte ben dosato. Chiude in lunghezza e armonia. 

Interessanti anche il pre-dessert del padrone di casa Trentacosti, una quenelle di sorbetto di rapa rossa, liquirizia e finocchio

e il dessert, sempre di Trentacosti, una crostatina capovolta dal guscio croccante e un ripieno di fragole e menta tutto da scoprire. Entrambi accompagnati dal  Passito  Ferré di Feudo del Pisciotto dal colore ambrato con riflessi brillanti. Naso di frutta secca, spezie pungenti ma anche note tostate e lievemente boisè. In bocca è ricco e intenso, chiude con eleganza senza risultare stucchevole.

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