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Giu

Prosecco, Montelvini pensa al futuro: "Le novità per essere protagonisti sul mercato"

on 11 Giugno 2018. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - La degustazione


(Sarah Serena)

Cominciano Alberto e Sarah a parlare più che della propria azienda, Montelvini, del Docg Prosecco Superiore Asolo e, perché per la degustazione organizzata a Milano hanno scelto Iyo, il primo ristorante di cucina etnica a conquistare la stella Michelin: il loro Prosecco è il vino ideale per la grande cucina giapponese. 

La conferma si avrà dopo la degustazione di tre tipologie di Prosecco, con i piatti proposti dalla cucina di Iyo. Dopo Alberto e Sarah (a tavola scopriremo che prima di entrare nell’azienda di famiglia ha “comunicato” per Benetton), aggiungerà solo qualche parola – non per timidezza, ma per rispetto del ruolo istituzionale che occupa: presidente del Consorzio Vini Asolo Montello, appena rieletto per il terzo mandato – anche il padre Armando che nel 1968 lascia l’azienda di famiglia (con più di un secolo di attività alle spalle) per fondare Montelvini, a cui fanno capo anche la cantina S.Osvaldo di Loncon di Annone Veneto e Monvin, marchio riservato agli eccellenti vini proposti alla spina. Dai suoi 35 ettari di vigneti divisi in quattro tenute (Le Zuitere, vigna che circonda la cantina di Venegazzù; Fontana Masorin; Presa IX e Ca’ Cornaro, ubicata alle pendici del Monte Grappa) e dalle uve consegnate da oltre 200 conferitori, Montelvini produce 5 milioni di bottiglie, prevalentemente di Asolo Prosecco Superiore docg e Valdobbiadene Prosecco Superiore docg (collezione Serenitatis); Prosecco Treviso doc (collezione Master), spumante (collezione Promosso), tra Asolo e Prosecco Treviso per la linea proiettata al mercato moderno e, infine, la collezione Vintage con tre vini per riscoprire le antiche tradizioni (Brutto Asolo Prosecco, il vino da conversazione Luna Storta e il Montello rosso Zuiter, premiato con le 4 viti da Vitae, la guida dell’Ais.


(Armando Serena)

La “convocazione” presso Iyo, non aveva lo scopo di presentare l’azienda – così tecnologicamente all’avanguardia e sempre alla ricerca dell’eccellenza qualitativa e, quindi, non ha bisogno di presentazione – ma per raccontare cosa bisogna fare per stare sul mercato, anche per un vino come il Prosecco che viaggia con il vento in poppa, tanto che nel Regno Unito si comincia a consumarlo già dalla mattina come se fosse caffè. A quale innovazione hanno ricorso i Serena per consolidare la loro presenza sui mercati stranieri e, contestualmente, conquistarne altri? “Nel confrontarci con i nostri 6 enologi, abbiamo capito che andava riequilibrata la produzione, visto che l’extra dry rappresentava l’80%, pur non incontrando il favore di tutti i mercati. In Belgio, per esempio, è quasi inesistente”. Allora? “Siamo arrivati alla conclusione che bisognava scoprire la vera peculiarità del Prosecco e, dopo una serie di prove, siamo arrivati a pensare una sorta di nuovo Prosecco, basandoci su tre elementi: struttura, aromi fruttati, sapidità”. In questo modo il nostro Prosecco continuerà non solo ad essere presente ma addirittura ad incrementare le vendite nei 40 paesi nel mondo per arrivare a produrre 8 milioni di bottiglie, per un fatturato di 30 milioni di euro entro il 2020.

Un assaggio di quella che possiamo definire la nuova politica di Montelvini è stata la degustazione di tre Prosecco, nelle tipologie extra dry, dry e millesimato extra brut, tutti, però, basati su cinque principi fondamentali: selezione della materia prima, sanità della produzione, acidità, temperatura di raccolta, attenzione ai dettagli. 

Asolo Prosecco superiore docg extra dry Collezione Serenitatis



E’ il vino che ha il più alto tasso di zucchero, mediamente 15 grammi, ma in bocca la sensazione di dolcezza è bilanciata dalla freschezza, da una bella acidità e da una interessante mineralità. Il colore è giallo paglierino intenso e perlage vivace, fine e persistente. In bocca è fresco e intenso con note di frutta dolce matura ma molto bilanciata con tutti gli elementi che caratterizzano una grande bollicina. 

Asolo Prosecco superiore docg dry Collezione Serenitatis



In questa bollicina dalla spuma vivacissima e perlage fine, gli aromi fruttati ci sono tutti, dal prevalente agrumato tendenzialmente verso il dolce, mela verde, pera williams ma anche piacevoli percezioni di glicine e salvia, accompagnati da freschezza e struttura molto bilanciata che ne fanno un prodotto rotondo, lungo e persistente e una sapidità che è quasi una rarità; tutto preceduto da una fragranza che balza subito al naso. 

Asolo Prosecco superiore docg millesimato 2017 extra brut Collezione Serenitatis



Dal colore giallo paglierino tenue, perlage fine e persistente, all’olfatto evidenzia profumi floreali di biancospino e gelsomino ma, anche, richiami di mela verde e pera e, successivamente, nuance floreali tra timo, melissa, maggiorana. Cremoso e avvolgente in bocca, con una trama fresco-sapida da lasciare sbalorditi per la soddisfazione che lascia dopo averlo assaporato magari con un buon piatto di pesce.

Con queste tre bollicine, Iyo ha servito un carpaccio di rombo mediterraneo marinato in osmosi con alga kombu e salsa ponzu bianca, cagliata di tofu e pepe rosa. Nonché una selezione di sushi con 4 pezzi di Uramaki, 2 di gambero in tempura, di nighari a base di gambero rosso di Mazara del Vallo, di special rol, dgunkan zucchina e tartare di gambero scottatoi  e, poi, branzino con capperi di Pantelleria e lime. La degustazione è praticamente proseguita a tavola visto che con i piatti preparati dalla cucina di Iyo, sono stati serviti anche due vini della collezione Vintage: Zuiter Montello docg rosso e Luna Storta bianco passito, entrambi prodotti in 2.000 bottiglie.

Zuiter Montello docg rosso 2012



Uvaggio di Cabernet Sauvignon (60%), e 20% ciascuno di Cabernet franc e Merlot. Colore rubino compatto e bouquet ampio e raffinato, con note di vaniglia, cannella, noce moscata e un’esplosione di frutta rossa dolce e matura. Un vino che accarezza il palato con la sua elegante struttura, i tannini sottili, l’acidità raffinata che accompagna il lunghissimo finale. Un grande vino che matura 12 mesi in barrique. 

All’incontro milanese, è stato servito con il diaframma di angus in doppia cottura, edemame, estrazione di peperoni rossi e scorzanera al kurosichimi.

Luna Storta bianco passito



Così chiamato perché in etichetta la luna cresce dalla parte opposto, è ottenuto da un uvaggio di Chardonnay, Incrocio Manzoni e Glera  appassite sui graticci e pressate verso la fine di gennaio, dopo una lunga fermentazione viene resta qualche mese in legno prima del consumo. E’ un vino dal colore dorato intenso, dolce, ma non stucchevole, caratterizzato da un gran bel ventaglio di note floreali e fruttate con prevalenza di albicocca e pesca però molto mature e buccia di agrumi canditi. Un esempio di come si produce un grande vino da meditazione.  Da Iyo è stato abbinato al cheesecake al formaggio cremoso e cioccolato bianco con cuore al passion fruit, insalato di cocco e ananas, gelato allo yogurt e muscovado. 

Quella che possiamo definire la “beffa” finale, dopo essersi affannati a prendere appunti, è la documentatissima cartella stampa che ci viene consegnata al momento dei saluti finali. Un esempio di trasparenza incredibile. E tutto dettagliato. Come: dalla storia della famiglia, 5 generazioni di vignaioli, ai vigneti, dalla cantina ai progetti e allo slogan “alleati in vigna” per l’impegno nella valorizzazione del territorio. Per finire con il progetto “vigneto ritrovato”, importante testimonianza di questo legame con la terra. Cioè, il recupero di un’antica vigna di 3.000 metri-quadri che si trova nel centro storico di Asolo, dove sono presenti vitigni prevalentemente di Glera. Qui, fra un anno saranno piantate le prime barbatelle, a settembre 2020 ci sarà la prima vendemmia, nel 2012 la prima produzione effettiva e nel mese di aprile 2022 la presentazione del Cru del Vigneto Ritrovato.

Michele Pizzillo

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