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Mag

“Raccolgo io i rifiuti sulle strade dell’Etna”. La provocazione di Frank Cornelissen

on 15 maggio 2019. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - L'iniziativa

Il fai da te del produttore belga per richiamare la sensibilità di tutti e tutelare il decoro del vulcano e dei suoi vigneti. In otto chilometri della  provinciale “quota mille” raccolti 450 chili di spazzatura tra materassi, scarpe, copertoni, bottiglie di plastica ed altro. E il sindaco di Castiglione plaude: “Il Comune da solo non ce la fa. Serve l’aiuto di tutti”


(Frank Cornelissen e Antonino Camarda, sindaco di Castiglione di Sicilia)

di Francesca Landolina, Castiglione di Sicilia (Ct)

La scorsa domenica la sveglia è suonata molto presto per Frank Cornelissen. Per lui, il produttore di vino dell’Etna arrivato dal Belgio 19 anni fa, è un’abitudine. 

Ma questa volta non c’è da andare tra le vigne. C’è un altro compito. Ripulire dall’immondizia “quota mille”, la strada provinciale Etna Settentrionale, che permette di collegare Bronte con Linguaglossa e dunque di unire i due versanti opposti dell’Etna. Quella di Frank Cornelissen è una provocazione bella e buona. Che scuote le coscienze e le istituzioni. “Non riesco ad abituarmi all’abitudine della bruttezza. La strada “quota mille” attraversa un paesaggio di incredibile bellezza e purtroppo è piena di rifiuti, abbandonati un po’ ovunque”, racconta. 

Ed allora ecco la cronaca di una giornata particolare (chi ci segue sui social avrà già visto un breve video che ha già alcune decine di migliaia di visualizzazioni e oltre cento commenti). Si parte da Passopisciaro, frazione del comune di Castiglione di Sicilia. L’appuntamento è al solito bar di passaggio: il Blu Moon. Un caffè al volo e si parte. Sedici uomini più Frank, tutti muniti di giubbino catarifrangente e guanti, due furgoni per la racconta della spazzatura, messi a disposizione dal comune di Castiglione di Sicilia, due autisti e via verso la “quota mille”. Si muovono due squadre, da due parti opposte della provinciale.

La strada offre uno spettacolo unico. La percorriamo e restiamo incantati dal paesaggio: l’Etna, le colate laviche, subito al di là dei muretti a secco che costeggiano l’asfalto, il fiorire di ginestre, ad intervallare il nero delle pietre e il verde della vegetazione primaverile. Basta percorrere i primi metri, per incontrare lungo la strada un po’ di tutto: sacchetti di plastica, bottiglie, pneumatici, materassi, vestiti, giocattoli, tante scarpe, di ogni modello, misura e colore. E purtroppo anche amianto, che non viene toccato perché un rifiuto speciale che va rimosso con estrema cautela e quindi è stato segnalato a chi di competenza.

Ma perché Frank Cornelissen ha deciso di pagare i suoi uomini e di “cambiare mestiere” per una domenica? “Mi sono scocciato di vedere questo territorio maltrattato. Mettere d’accordo tutti non è facile, serve tempo per fare qualche progetto di collaborazione tra più soggetti. Così l’ho pensata e l’ho fatta. Un modo per cominciare, senza pensarci troppo. Oggi è domenica e si poteva fare, chiedendo un furgone e facendo qualche straordinario, fuori dalle ordinarie previsioni. Spero che questo serva come esempio, per sensibilizzare, ma anche per innescare un circolo virtuoso. La strada è attraversata da turisti ogni giorno, da chi viene a visitare le cantine e da noi stessi. Sarebbe bello se ogni cantina “adottasse” un pezzo di questa strada e si impegnasse a ripulirla. Nella speranza di non vedere più rifiuti, intanto agiamo, privatamente. Penso che questo territorio sia di una bellezza senza pari. Quando vado all’estero trovo pulizia, arrivo qui e vedo una bellezza unica al mondo ma rovinata. E questo mi rende triste”.

Per risolvere il problema delle micro-discariche abusive, è nato circa un anno fa, il progetto “EtnAmbiente”, gestito e coordinato dalla Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna (in questo articolo altri dettagli). Si ricevono segnalazioni attraverso un App e si interviene per ripulire e, in alcuni casi, con sanzioni, quando si può risalire al colpevole. Ma la lotta alle micro-discariche ha bisogno di tanti contribuiti e di un incessante sforzo, che riunisca amministrazione locale e privati.

Di fatto ad ogni passo, soprattutto nascosti dietro i muretti a secco, ci sono moltissimi rifiuti. Dopo circa due ore dall’inizio dell’operazione di pulizia, percorsi otto chilometri di strada, il cassone del furgone, di una capienza di nove metri cubi, è già pieno con almeno 450 chili di spazzatura. Ma a questa quantità si somma anche la raccolta di circa 40 copertoni e tre materassi. Senza considerare la raccolta del secondo camion della spazzatura, partito da Linguaglossa. La strada adesso è ripulita. Non si sa quanto lo rimarrà. Si spera molto. Si ripeterà l’operazione domenicale di pulizia? “Sì, è un impegno – afferma Cornelissen - Se nessun altro lo farà, lo farò io, in diversi periodi, dopo la vendemmia e prima di Contrade, almeno. Però sono fiducioso e penso che ciascuno possa dare il proprio contributo. Vedremo se ci si può mettere d’accordo tra associati della Strada e del Consorzio. Ogni cantina potrebbe adottare un pezzo di strada e pulirla periodicamente. Se ognuno di noi fa qualcosa, con regolarità, la strada sarà pulita, sempre”.  

Al termine della giornata, la squadra di lavoro si è riunita al Cave Ox di Solicchiata, per un aperitivo, offerto dal titolare Sandro Di Bella, grande amico di Cornelissen, che ha espresso la disponibilità ad offrire sempre un aperitivo, tutte le volte che si ripeterà l’operazione di pulizia, da parte delle cantine. Un gesto che dimostra il voler contribuire, in ogni modo.


(Il gruppo di volontari che ha ripulito la strada in pausa al Cave Ox)

Presente anche il sindaco di Castiglione di Sicilia, Antonino Camarda, che ha dichiarato: “Sono grato a Frank per ciò che ha fatto. E ci impegneremo per affrontare e risolvere il problema. Il tema è complicato perché il nostro territorio è ampio. Procedere con la videosorveglianza è costoso e non è facile. Stiamo considerando invece di implementare l’App di EtnAmbiente creata dalle Strade del Vino, per incentivare le denunce, dando un contributo economico a chi fotografa chi abbandona la spazzatura. Ma bisogna affrontare anche la questione culturale: investiremo sulla formazione scolastica. E, accolgo la proposta di Frank, per coinvolgere altri produttori di vino. Non riusciamo purtroppo a fare fronte a tutta la raccolta, le zone oggi ripulite non sono di norma asservite dall’attività di igiene urbana. Possiamo però agire con azioni straordinarie come quelle di oggi, in collaborazione con le cantine. Credo che occorra incontrare il Consorzio per dialogare. Possiamo lottare insieme contro chi sfregia il territorio, deturpandone la bellezza”. 

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