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Ott

La Svizzera celebra le vigne e i produttori: torna dopo 20 anni la Festa dei Vignerons

on 24 Ottobre 2018. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - L'iniziativa


(La festa dei Vignerons del 1999)

di Michele Pizzillo, Milano

E’ un evento veramente epocale la festa dei Vigneron, in programma a Vevey, nel Cantone di Vaud, dal 18 luglio all’11 agosto 2019. Una festa che si celebra mediamente ogni 20-25 anni, per rendere omaggio al lavoro dei vignaiuoli della seconda area svizzera per estensione di vigne. 

L’ultima festa risale al 1999 e, per limitare le date al secolo scorso, è stata preceduta dalle edizioni del 1905,  del 1927, e del 1955 e sempre con la partecipazione di migliaia di appassionati che si danno appuntamento all’interno dell’arena di Vevey, di fronte al lago Lemano e alle Alpi,  rispondendo così all’appello della Confraternita dei Vignerons, fondata nel 1797. Un happening impressionante, intanto per la partecipazione di gente proveniente da tutto il mondo, poi come momento di memoria e identità collettiva per tutto il mondo vitivinicolo, ed è talmente importante che è il primo evento della tradizione svizzera ad avere ottenuto, nel 2016, il riconoscimento Unesco di “Patrimonio Culturale Immateriale” dell’Umanità.


(Cindy Maghenzani)

La prossima festa è in programma per l’estate 2019, ma gli svizzeri hanno fretta di comunicare questo imperdibile happening, tant’è che a Milano è arrivata Cindy Maghenzani, tanto dolce quanto precisa e dinamica capo della comunicazione dell’Office du Tourisme du Canton de Vaud (comprende anche il lago di Ginevra), che ha fatto il proverbiale “giro delle sette chiese” nel senso di contattare ogni tipo di media per raccontare la Festa dei Vignerons che risale alla fine del XVIII secolo, quando, racconta Cindy “la Confraternita dei Vignaioli, all’epoca composta da borghesi  e proprietari terrieri, aveva deliberato di ricompensare i vignerons-tâcherons, i lavoratori delle vigne più meritevoli, in modo da valorizzare la parte più positiva e propositiva della forza lavoro. Una decisione originale e anche coraggiosa: in quel periodo storico si puntava più a punire chi si comportava in modo negligente che a premiare le persone più attive e collaborative”. E, quindi, si decise di prevedere una vera e propria cerimonia per la consegna di questi premi. Che avvenne nel 1797, sulla piazza del Mercato di Vevey. Fu anche realizzato uno spettacolo con un corteo e una rappresentazione teatrale declinata nelle 4 stagioni. Da allora la festa viene rinnovata una volta ogni generazione, sempre sulla piazza del Mercato di Vevey. 


(Un momento del corteo nella festa del 1999)

Questo il passato. Ma la signora Maghenzani vuole parlare del futuro. Di quello che avverrà la prossima estate, che coinvolge l’intera regione, richiama numerosi artisti e impegna migliaia di figuranti, cantanti e ballerini amatoriali. Con la direzione artistica dell’edizione 2019 affidata a Daniele Finzi Pasca, scenografo ticinese che nel 2014 ha diretto e gestito la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici di Sochi in Russia. Un ruolo, quello dei 6mila figuranti, tutt’altro che secondario: nel 2019 saranno loro a dare ritmo e atmosfera all’evento, con le loro performance e soprattutto con i loro costumi, portando in scena la tradizione e la poesia, una contaminazione che è diventata il carattere distintivo della festa. Grazie ai travestimenti e alle scenografie, si potranno ammirare le “formiche che cantano”, i “bambini-coccinelle” o le “piccole farfalle”. Gli abiti dei contadini e dei vignaioli, apparentemente classici ad un primo impatto, riveleranno in realtà rivestimenti e fodere estremamente variopinti, degni di uno spettacolo di Cancan francese. Ogni vestito sarà speciale e si distinguerà da tutti gli altri per i dettagli, autentiche opere d’arte che tra l’altro saranno firmate dalla stilista romana Giovanna Buzzi che ha già lavorato per la Scala di Milano. Lo spettacolo viene rappresentato di mattina, di pomeriggio e in tarda serata. E’ sempre lo stesso spettacolo, ad orari diversi, ma con dei giorni dedicati ai cantoni svizzeri, per un totale di 20 rappresentazioni ripartite su 3 settimane. 

La vendita dei biglietti per i posti per l’arena di Vevey dove si terrà la Festa dei Vignerons è già iniziata. Al momento sono 400mila i biglietti disponibili, ad un costo compreso tra i 70 e i 263 euro. Fino al 31 marzo 2019 viene proposto un pacchetto-forfait per gli alberghi: comprende un biglietto per lo spettacolo, il soggiorno di una notte, la Montreaux Riviera Card (che permette di viaggiare gratuitamente sui trasporti pubblici), una serie di riduzioni e agevolazioni nelle strutture del tempo libero della regione e una polizza assicurativa nel caso di annullamento. Il sito di riferimento si trova all'indirizzo www.fetedesvignerons.ch. Dietro questa festa, dice Cindy, ci sono le sei regioni viticole del Cantone di Vaud  che ha pure una patrimonio mondiale dell’Unesco dal 28 giugno 2007, quella di Lavaux, che con i suoi 400 chilometri di muretti e 10.000 terrazze ripartite su 40 livelli, è uno dei più vasti della Svizzera, con pendenze comprese tra i 375 e i 600 metri di altitudine. Vero e proprio mosaico di vigneti, che si estende per circa 14 chilometri su una superficie di 898 ettari, lungo le sponde del lago di Ginevra, esattamente tra Montreux e Vevey, ovvero nella famosa Riviera svizzera a est di Losanna. Qui, le vigne, si trovano in luoghi insoliti e spesso anche difficili da raggiungere. 

In tutto il Cantone di Vaud, i vigneti, a terrazza sulle sponde del lago di Ginevra, aggrappati ai pendii dell’imboccatura della valle del Rodano o agli appezzamenti delle Côtes de l’Orbe, sono parte integrante del paesaggio e i loro colori segnano il mutare delle stagioni. Si tratta di 3.818 ettari, divisi in 13.000 porzioni e proprietà terriere, ciascuna di una superficie media di 2.797 metri quadrati. I Vitigni coltivati sono Chasselas, che valorizza le particolarità della terra e del clima e copre i due terzi della produzione (68,4%); il Gamay (9,2% della produzione) fruttato come il Beaujolais da cui deriva; e il Pinot nero (10,7%), che come il suo cugino della Borgogna, dà un vino ampio e allo stesso tempo delicato. Una piccola percentuale della produzione (11,7%) è dedicata a varietà come il Pinot grigio, il pinot bianco e il riesling sylvaner. 8, poi, le varietà di vino di origine controllata: Lavaux Uneco; Dézaley Aoc che è il primo Grand Cru di Lavaux; Calamin Aoc; Le Chablais; La Côte; Les Cotes de l’Orbe, Bonvillars e Vully. 

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