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Dic

Un anno di Intrecci. Ora le Cotarella puntano l'estero: la scuola di formazione varca i confini

on 18 Dicembre 2018. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - L'evento


(Enrica, Dominga e Marta Cotarella con Bruno Vespa)

di Fabiola Pulieri, Orvieto

Tutti esauriti ieri i 560 posti a sedere del Teatro Mancinelli di Orvieto per l'evento “Note a Margine”  organizzato per i festeggiamenti in occasione del primo compleanno di Intrecci, la scuola di alta formazione di sala nata il 17 dicembre 2017 per volere delle "Cotarella sisters". 

Dominga, Enrica e Marta hanno confermato, in questo primo anno di attività della loro “creatura”, che la passione, la tenacia, la determinazione, l'intuito femminile e la caparbietà portano a ottimi risultati con la consapevolezza però che il successo e le soddisfazioni, come gli obiettivi sempre più grandi, si raggiungono solo se perseguiti e sostenuti dall'intera squadra. Il primo grande esempio è stato infatti per loro quello delle mamme, le donne della famiglia Cotarella che sono state sempre, insieme anche ai papà, fonte di coraggio, sostegno e aiuto economico e umano, ciò che ha reso oggi Dominga, Marta ed Enrica le donne che sono. E anche le tre ragazze in fatto di squadra ne sanno abbastanza: si sostengono, si fanno coraggio, si danno forza e si dividono i compiti per arrivare dritte al raggiungimento del prossimo traguardo: Intrecci Academy, il futuro di Intrecci, la sua evoluzione, la sua ricchezza e il suo valore aggiunto.

Dopo solo un anno di attività, un primo corso di 14 allievi e un secondo di 25 (tutti assunti dopo lo stage previsto nei ristoranti) la Scuola di alta formazione spalanca le sue porte e punta all'estero, ad andare in giro per il mondo per una nuova e più ampia avventura che vedrà la collaborazione con altre scuole di sala e cucina e soprattutto ne permetterà un reale scambio culturale. Intrecci infatti si muove verso l'estero con una piattaforma digitale per diffondere contenuti didattici in 10 lingue, ma accoglie anche i ragazzi di altri paesi del mondo che sono interessati a studiare la nostra cultura e ad imparare le nostre tecniche di cucina e di sala e che saranno i benvenuti a Castiglione in Teverina. Dominga illustrando il progetto ha affermato che: “L'intento è quello di esportare il modello Intrecci, insieme ad aziende partner che vogliono esportare l'intero concept e grazie ad un team capitanato da Marta Cotarella che partendo dall'India a febbraio proseguirà poi per Dubai, per la Spagna, la Francia, la Germania.”

Il primo posto da cui si parte è un centro universitario, una “Culinary farm”, che si trova a Bangalor, in India, dove è stato realizzato un parco di 40 ettari di allevamenti e coltivazioni di ogni tipo che permette agli studenti approfondimenti e studi su piantagioni e utilizzo delle colture per la realizzazione di piatti e ricette di ogni genere. “Noi formeremo i formatori che a loro volta formeranno gli studenti” ha proseguito Dominga “il nostro obiettivo è quello di creare uno scambio tale che sia possibile in un prossimo futuro fare esperienze mirate sulla conoscenza e l'approfondimento della nostra lingua e della nostra cultura culinaria e di tutte le altre cucine del mondo con maestri che sono chef, sommelier e manager di sala di tutti i ristoranti migliori del mondo”. 

Che sia legato ai vini come nel caso della famiglia Cotarella o alla televisione come nel caso di Bruno Vespa, che elogiando il suo team ha detto “Porta a Porta esiste perché esiste la squadra, io non sarei niente senza la mia squadra”, il concetto di unione è il motore che ha dato vita e dà vita a Intrecci ed è quello intorno al quale è ruotata l'intera festa di ieri con tanti personaggi che si sono succeduti sul palco del bellissimo teatro per dare il loro contributo e sostenere l'importanza del lavoro di squadra in ogni settore: da Brunello Cucinelli, presidente e amministratore delegato dell'omonimo marchio di cachemire a Stefano Domenicali, Ceo di Lamborghini e precedentemente di Ferrari. Secondo quest'ultimo nelle aziende come in un ristorante si deve puntare a vincere e quindi a fare scelte che richiedono un allenamento continuo mirato alla ricerca delle cose e delle persone migliori, come quando si entra in un ristorante e la sala deve trasmettere al cliente la sensazione di essere al centro dell'attenzione.

A seguire un avvicendarsi di personaggi illustri che a turno si sono seduti accanto a Bruno Vespa, che li ha intervistati, e a Dominga Cotarella, che li ha presentati, tra loro Luca Tomassini e Giuseppe Palmieri, restaurant manager di Osteria Francescana 3 stelle Michelin e primo ristorante al mondo per la guida “Fifty Best Restaurant” e l'ingegnere Riccardo Agostini amministratore delegato del gruppo Spaggiari Parma. Palmieri a proposito di squadra ne ha sottolineato l'importanza con una frase molto significativa: “il successo di una cucina eccellente può essere facilmente vanificato da una sala ottusa” ed ha raccontato di come sia importante a certi livelli o per alzare il livello di un ristorante, avere una sala curata e un gruppo di lavoro affiatato tanto quanto quello della brigata in cucina. E poi le parole del CT della Nazionale di calcio Roberto Mancini, ospite anche lui ai festeggiamenti in onore di Intrecci e accanito sostenitore di un lavoro che si porta avanti con fatica e determinazione solo remando tutti nella stessa direzione, ognuno svolgendo il proprio ruolo, anche con difficoltà per non far prevalere egoismi ed egocentrismi, ma tutti consapevoli di volere e dovere raggiungere uno scopo comune perchè “per raggiungere un obiettivo importante bisogna pensare tutti in grande e pensare di poter vincere anche quando i mezzi non lo consentono”.

Un altro ambito in cui la squadra è veramente fondamentale è quello delle equipe mediche ed è l'esempio raccontato da Giovanni Scambia, direttore scientifico del Policlinico Gemelli, a proposito  delle sale operatorie e delle squadre di lavoro in ambito ospedaliero. Le equipe della Sala parto dell'ospedale romano, per esempio, si formano su simulatori che riproducono situazioni reali con pazienti virtuali che provano ansia, dolore e devono essere trattati esattamente come pazienti reali e i medici che ne fanno parte sono sempre gli stessi affinché si crei un affiatamento e un coordinamento molto forte. Infine una considerazione di Alessandro Pipero, patron del ristorante Pipero e delegato alla comunicazione per l'associazione Noi di Sala, che ha messo in luce una amara verità in fatto di sala “si pensa al lampadario bello ed elegante, ai tavoli ben apparecchiati, al cameriere che si fa la lampada per sembrare più bello e invece si tralascia la cosa più importante che è quella di trattare bene il cliente. E questo, nell'80% dei casi, avviene perché manca una adeguata preparazione e perché i camerieri, nella maggior parte dei casi, fanno questo come secondo lavoro. Il cameriere è fondamentale in un ristorante perché il cuoco può fare solo un errore, sbagliare il piatto, il cameriere invece è “live”, è un essere umano e può fare mille errori”. La festa è proseguita con un pranzo conviviale, presso il Palazzo del Capitano del Popolo di Orvieto, a cura dello chef Christian Di Asmara del ristorante da Panino di Giuseppe Palmieri e a conclusione il dessert di Pipero preparato da Ciro Scamardella e il panettone classico e al cioccolato di Niko Romito.

ALCUNE FOTO DELL'EVENTO


(Dominga Cotarella)


(Enrica Cotarella e Bruno Vespa)


(Brunello Cucinelli)




(Riccardo Agostini)


(Roberto Mancini)


(Luca Tomassini)


(Giovanni Scambia)


(Alessandro Pipero)




(Dominga, Marta ed Enrica Cotarella)





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