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Set

Carlin Petrini: "Stop agli chef in tv. La cucina abbia la stessa attenzione della moda"

on 20 Settembre 2018. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - L'evento

Il fondatore di Slow Food inaugura il Salone del Gusto a Torino. E lancia una stoccata al ministro Centinaio: "Fare accordi con Amazon e Alibaba per preservare il made in Italy equivale a stringere accordi con dei nemici"

Consueta cerimonia di "taglio del nastro" per il Salone del Gusto a Torino, in programma da oggi e fino a lunedì che quest'anno raggiunge la dodicesima edizione. 

A dare il via, come al solito, Carlin Petrini, fondatore di Slow Food che ha cominiato il suo discorso citando le sue frasi pronunciate 22 anni fa, alla prima edizione del Salone: "Il giorno in cui il cibo avrà la stessa attenzione della moda avremo risolto un problema di dignità e valorialità". Questo giorno, per Petrini, è arrivato: "L’abbiamo raggiunta, forse un po’ troppo". Quella di Petrini è una campagna contro la spettacolarizzazione del food in tv e del ruolo degli chef: "Tra l’altro sono per la maggior parte uomini, mentre la cultura del cibo è determinata da milioni di donne che sono la spina dorsale dell’alimentazione". Tanti gli argomenti toccati alla conferenza di presentazione del Salone, a partire dal valore che devono avere i contadini e all’importanza di riconoscere il ruolo del made in Italy.  Con lui c'era anche il ministro dell'agricoltura Gian marco Centinaio: "Non sono favorevole ai dazi, perché dazio chiama dazio, ma a controlli rigorosi sugli alimenti di importazione. Soprattutto se coltivati con criteri e con l’aggiunta di sostanze che in Italia non sono tollerate. Ebbene: questi li rimandiamo indietro. Abbiamo cominciato con il riso, rimandando indietro due navi dai nostri porti, lo faremo con gli altri prodotti. Perché noi siamo quello che mangiamo, è la nostra parola d’ordine".

Ma qui Petrini ha lanciato una stoccata al Ministro: "Fare accordi con Amazon e Alibaba per preservare il made in Italy equivale a stringere accordi con dei nemici, delle multinazionali che poco o nulla hanno a che fare con lo slow food e con la sostenibilità ambientale. Piuttosto - ha detto Petrini - bisognerebbe incentivare il ritorno alle botteghe, dove si possano consumare i prodotti del territorio, con ritmi e sapori che nulla hanno a che vedere con la distribuzione tramite e-commerce globalizzati".Sul palco della Sala Gialla anche la sindaca Appendino e l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Ferrero che ha lanciato la candidatura di Petrin per una sorta di premio Nobel per la Pace.  

C.d.G.

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