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Feb

San Valentino secondo lo chef Andrea Berton: una cena che scatena tutti i sensi

on 13 Febbraio 2017. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - L'evento


(Andrea Berton)

di Michele Pizzillo

Un ristorante ubicato nel quartiere più moderno di Milano, quello già praticamente completato di Porta Nuova, tra la stazione centrale e quella di Porta Garibaldi, non potrebbe che proporre una cucina moderna. O è solo una casualità? 

Probabilmente sì, visto che stiamo parlando di Andrea Berton e del suo “Berton” (via Bongiorno 13, tel. 02.67075801), inaugurato il 13 dicembre del 2013, che della cucina moderna finalizzata a una valorizzazione degli ingredienti di base e alla rivelazione di alcuni ingredienti poco conosciuti, ne ha fatto il suo cavallo di battaglia. Non è un ristorante che tutti si possono permettere di frequentare spesso, però qualche volta ci si può anche togliere uno sfizio. Magari in occasione di San Valentino, visto che il 47 enne chef nato in Friuli e che ha iniziato la sua avventura in cucina a Milano nella brigata di Gualtiero Marchesi in Via Bonvesin della Riva, per San Valentino 2017 ha studiato un menù davvero imperdibile.

Leggiamo: gambero rosso di Sicilia, rapa bianca marinata e zuppa di crostacei al cocco; ravioli di mandorla, brodo di broccoli, vongole e caviale calvisius Oscietra Royale; triglia croccante alle erbe, olive, pomodoro affumicato e zuppa di pesce; petto e coscia di anatra, salsa al vino rosso, porri e nocciole caramellate; polenta morbida con fonduta di Grana Padano e tartufo nero di Norcia; finocchio e arancia; cremoso al whisky, banana, croccante di arachidi e cioccolato fondente. Tutto accompagnato da Tiefenbrunner Muller Thurgau Feldmarschal Von Fenner 2014; Thevenet Quintane Domaine Emilian Gillet Aoc Viré Classé 2013; Prime Alture Merlot l’altra metà del cuore 2012; Hugel Riesling Vendage Tardive 1997.

Insomma, qualcosa di eccelso. Tanto da poter affermare che più che una cena da consumare con la propria metà, è una cena principesca per consolidare innamoramenti già in corso o, per chi ancora impegnato nel corteggiamento ma riesce a portare al ristorante quella che vorrebbe farne la propria metà, da Berton ci riesce sicuramente. Intanto per quello che si avrà modo di mangiare. Poi per la bravura di un grande chef formatosi nei migliori ristoranti del mondo come Marchesi a Milano e Mossiman’s a Londra, l’Enoteca Pinchiorri e Firenze e Louis XV di Montecarlo sotto la guida di Alain Ducasse. E, una volta ritornato in Italia, inizia la conquista di stelle Michelin prima alla Taverna di Colloredo di Monte Albano; poi come executive chef al Ristorante di Piazza della Scala di Marchesi, dove ottiene anche le tre Forchette dal Gambero Rosso nel 2010 e tre Cappelli nella guida dell’Espresso nel 2011.

Nel 2012 Berton decide di dedicarsi a consulenze nel posizionamento, nell’ideazione e nello sviluppo di progetti di ristorazione di qualità. Tanto che con un gruppo di soci a settembre 2012 apre “Pisacco Ristorante e Bar”, e, nel luglio 2013, “Dry Cocktail&Pizza” prima del ritorno alla "sua" cucina con l'apertura, appunto, ristorante “Berton”, dove presenta “piatti moderni” con una valorizzazione degli ingredienti di base, e la rivelazione di alcuni ingredienti poco conosciuti.

Inaugurato il 13 dicembre 2013, il Ristorante che porta il nome dello chef si caratterizza per una cucina dove i sapori sono sempre riconoscibili al palato. Si tratta di “piatti moderni”, come ama definirli lo stesso Berton, con una valorizzazione degli ingredienti di base, e la rivelazione di alcuni ingredienti poco conosciuti. E, qui, nel menu grande importanza è riservata al brodo che, nobilitato a piatto vero e proprio, rappresenta la massima sintesi dell’ingrediente principale di ogni piatto.

Un percorso che porterà a Berton, nel marzo 2015, alla nomina ad Ambasciatore Expo e, l’anno dopo, alla collaborazione con il lussuoso resort “Il Sereno”, che si affaccia sul lago di Como, dove nel settembre scorso ha aperto il ristorante “Berton Al Lago”. Senza dimenticare che il risotto del bravo chef friulano ma ormai milanese doc, è stato premiato da Riso Scotti, come “il risotto dell’anno”. E, nella città del risotto, non è poco.

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