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Milano, presentata l'ottava edizione di Olio Officina Festival: si parlerà di comunicazione

on 26 Gennaio 2019. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - La manifestazione


(Luigi Caricato e Daniele Tirelli)

Potrebbe essere l’ultima definizione che manca a Luigi Caricato: uomo-olio. Di ulivi e di olio extravergine di oliva (e non solo di questo) Caricato sa veramente tutto. 

E, poi, con il suo originale Olio Officina Festival, che torna in scena a Milano, al Palazzo delle Stelline, dal 31 gennaio al 2 febbraio 2019, per l’ottava volta, potrebbe (il condizionale è d’obbligo perché il personaggio è imprevedibile nella sua ricerca di spunti sempre più originali) aver scandagliato tutto dell’olio. Mancava la comunicazione. E, sì, perché l’olio comunica poco, ha detto l’oleologo Caricato durante la presentazione del suo festival e, quindi, alla prossima tre giorni dedicata all'olio e ai condimenti, il più grande happening al mondo del settore, oltre ad avere la possibilità di potersi orientare tra le diverse tipologie di oli, i diversi profili, le differenti origini, i visitatori potranno entrare in uno scenario segnato da una progettualità comunicativa mai sperimentata nella storia dell’olio: “Nostra Signora Pubblicità”. E, quindi, “si indagherà come comunica il comparto dell'olio analizzando case history positive e negative con professionisti della comunicazione, esperti del linguaggio e chi opera in cucina e nella ristorazione: oleologi, nutrizionisti, cuochi e sommelier”, dice Caricato che sta dando gli ultimi ritocchi ad una manifestazione che continua a riscuotere molto interesse e non solo in Italia. Si parte subito con una sorta di domanda ad Olio Officina Festival 2019: come l’olio si pubblicizza e comunica se stesso al vasto mondo dei consumatori e, di conseguenza, come l’olio riesce a sua volta a proporsi in uno scenario operativo completamente inedito rispetto al passato? 

Dice Caricato: “C’è un punto di partenza: l’Italia non ha olio a sufficienza eppure è il Paese che ne consuma tanto e ne esporta altrettanto. Non vi è il numero di olivi necessario per il fabbisogno interno di olio e tuttavia l’olio extravergine di oliva resta la materia prima alimentare centrale in tutte le cucine del Paese. C’è un punto di arrivo: offrire una chiave di interpretazione dell’olio inedita e per farlo con efficacia e inventiva ci si è affidati ai giovani, sperimentando nuovi stili e nuovi linguaggi. Importanti le collaborazioni con l’Accademia di Comunicazione di Milano e la Scuola internazionale di Comics di Torino, e con altre realtà che hanno affrontato il tema olio in modo discontinuo rispetto al passato. Perché l’olio extra vergine di oliva lo si consuma in grandi quantità ma non lo si sa comunicare bene. C’è ancora un approccio antico e desueto. In un simile contesto diventa difficilissimo indovinare una strategia comunicativa. L’olio ricavato dalle olive, nonostante sia un alimento che si associa a qualcosa di naturale, che fa bene alla salute, ricco di profumi e di sapori variegati, non riesce a presentarsi con un profilo moderno. Il prodotto è antico e millenario, ma l’olio di oggi non è paragonabile a quello di ieri. È un prodotto diverso e migliore, frutto di una tecnologia che lo ha perfezionato rendendolo fruibile in maniera decisamente nuova rispetto al passato. Si è partiti da qui per delineare un percorso nuovo”.

Allora, cominciamo con la creatività. Tant’è vero che nei giorni della manifestazione sarà possibile ammirare le molte cose pensate e realizzate dagli allievi dell’Accademia di Comunicazione di Milano che hanno lavorato sotto la guida attenta e sensibile del direttore creativo Antonio Mele. Oltre a manifesti pubblicitari, sarà possibile prendere visione anche di alcuni spot ideati completamente al di fuori dalle solite logiche degli spot che si vedono in Tv. “La comunicazione – precisa il creative director Mele - è come un’etichetta attaccata al prodotto: deve riuscire a trasmettere in maniera semplice e incisiva quali siano le qualità di ciò che vogliamo pubblicizzare. Nella ricerca dei concetti creativi, è fondamentale trovare contenuti distintivi e avere un punto di vista interessante. Il vero media deve riuscire a catturare il consumatore e farsi ricordare”.

E sempre con un occhio attento alla pubblicità merita attenzione il ruolo di primo piano che hanno assunto in passato le latte d’olio. Tant’ che ad Olio Officina Festival sarà presentato, in esclusiva, il volume “Lattine italiane per olio di oliva. Collezione Guatelli 1860-1960”, pubblicato da Silvana Editoriale, con Manuela Guatelli e Daniela Lauria, del Museo Guatelli, che insieme a Dario Cimorelli, racconteranno una raccolta unica al mondo, dove sono riunite oltre sei mila contenitori per l'olio realizzati tra fine '800 e prima metà del '900 da importanti designer, per esportare il prezioso ingrediente alle comunità di emigrati Italiani. Ogni lattina costituisce una vera opera d’arte e mostra un pezzo di storia dell’Italia di cui andare fieri nel mondo. A interessarsi della collezione è stato anche il famoso regista Francis Ford Coppola, che ha avuto in dono dalla famiglia Guatelli – proprietaria del Museo – una serie di pezzi esclusivi, tra cui lo stesso olio che commercializzava Don Vito Corleone, il personaggio del romanzo “Il Padrino” di Mario Puzo e del film omonimo, esposti nella sua tenuta di Napa Valley, in California, dove produce vino ed olio extra vergine di oliva. Ed è proprio il regista americano di origine italiana, a firmare la prefazione del volume che, attraverso foto e testi a firma di più autori, racconta la storia d'Italia e dei suoi migranti che arrivati in America, come i Coppola, avevano bisogno oltre che dell'olio buono dell'Italia, anche di riappropriarsi delle proprie origini, ammirando le bellissime raffigurazioni del Bel Paese sulle latte. Le occasioni di parlare di storia saranno offerte dalla presenza di Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione Vittoriale degli Italiani, converserà sull’importante ruolo che Gabriele d’Annunzio ha avuto nella pubblicità, e con l’occasione, tra l’altro, si presenta Oleum Vatis, ovvero l’olio extra vergine di oliva ottenuto dai 395 olivi presenti nella tenuta del Vittoriale.

Il programma di Olio Officina Festival è così ampio che non poter essere sintetizzato in un solo articolo. C’è veramente di tutto. Dal marketing applicato all’olio, di cui ne parlerà Rosalia Cavalieri, docente di semiotica all’Università di Messina, all’incontro sul tema “Il naso del marketing: la comunicazione olfattiva nei processi d’acquisto”, molto in linea con quanto si registra come novità degli ultimi anni in tema di comunicazione. E, che dire del ruolo dei social media? Visto che il marketing e la pubblicità si scontrano con questioni etiche di non secondaria importanza come la massiccia attività di propaganda che condiziona il mondo dei consumi, mettendo a volte in crisi le economie e lo stesso mondo scientifico. Nessuno è immune da condizionamenti e tutti devono essere messi in guardia, soprattutto in un’epoca in cui le fake news diventano virali nel breve volgere di poche ore. Ecco allora l’intervento di Alfonso Pascale, sulla cyber propaganda, ovvero sulla promozione nell’era dei social. Anche perché comunicare nella giungla del web è davvero difficile. Di questo ne parlerà Paolo Lottero, tra i massimi esperti di Digital Personal Branding e di Social Media Marketing. Infine, interrogare il consumatore. Questo lo farà Daniele Tirelli - oltre che fondatore di Amagi,  presidente del Retail Institute of Italy- con una indagine sui consumi di olio extra vergine di oliva presso le famiglie milanesi.  Ce ci farà capire quanto dovrebbe costare una bottiglia d’olio di qualità.

Il programma dell’ottava edizione di "OOF", prevede anche incontri per approfondire i temi delle etichette dell’olio, sia quelle  imperfette che dell’etichetta in braille proposta dal Frantoio Sant’Agata di Oneglia perché, dice Serena Mele, vogliamo comunicare l’olio a tutti, senza alcuna distinzione. Il tema di salute & gusto come pure la sorpresa dell’olio di sansa. L’olio raccontato attraverso i fumetti e quello nelle scuole alberghiere.  Senza dimenticare gli assaggi con degustazioni guidate anche di olio stranieri, selezionati in Spagna, Grecia, Tunisia, Marocco, Turchia, Cile, Argentina, Australia, California e Giappone. L’olio nelle scuole alberghiere. E, il turismo esperienziale per comunicare l’olio. Ma, anche la presentazione dei libri, l’arte promossa da Carapelli e gli annulli filatelici che è ormai un must di Olio Officina Festival. E, per sintetizzare, la consegna dei premi ad illustri personaggi che si sono distinti nella diffusione dell’olio extra vergine d’oliva. Ma, anche l’ormai consolidato premio “Le forme dell’olio” e, novità di quest’anno, il premio “Le forme dell’aceto”.

Michele Pizzillo

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