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Un marchio specifico e una carta dei suoli: tutte le novità per i vini vulcanici italiani

on 17 maggio 2018. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - La manifestazione


(Marco Calaon, John Szabo, Franco Zanovello, Edoardo Ventimiglia e Aldo Lorenzoni)

di Alma Torretta, Monselice (Pd)

I festeggiamenti per i dieci anni inizieranno a fine estate in Sicilia, a Milo, in provincia di Catania, in occasione dell'edizione numero 38 di ViniMilo che si terrà alle falde dell’Etna all’inizio del prossimo settembre.

Ma già il grande banco d’assaggio Vulcanei dei giorni scorsi al Castello di Lispida nei Colli Euganei è stata l’occasione per un primo confronto tra alcuni dei rappresentani dei Consorzi fondatori al fine di definire i prossimi obiettivi del Volcanic Wines network (Vwn) che riunisce le più importanti aree vinicole italiane. Il VWn ha avuto il grande merito di accendere i riflettori su questa tipologia particolare di vini di cui nessun altro paese al mondo è tanto ricco come l’Italia. All’approssimarsi della boa dei dieci anni è giunto il momento di esplodere in visibilità, attraverso un marchio da apporre in tutte le bottiglie, ma anche di definire meglio cosa si intende per vino vulcanico e quali sono esattamente le aree vulcaniche italiane. “Alla luce del grande riscontro di pubblico dei vini vulcanici - ha spiegato infatti Edoardo Ventimiglia, vicepresidente del Consorzio Bianco di Pitigliano e Sovana - e del fatto che anche aziende ai confini di territori effettivamente vulcanici vorrebbero cavalcarne l’onda, ci siamo posti il problema di validare questa appartenenza”. Da qui la decisione di chiedere a geologi e vulcanologi di diverse Università di definire una "Carta dei suoli Vulcanici d’Italia", un documento frutto di un lavoro scientifico super partes che serva quale riferimento per l’inclusione dei vini in questa categoria. “I vini da suolo vulcanico cosi individuati – ha continuato Ventimiglia – potranno fregiarsi del marchio registrato "Volcanic Wines" di cui stiamo mettendo a punto i dettagli del regolamento d’uso. Peraltro alcune cantine lo utilizzano già per concessione del Consorzio di Soave che ne è proprietario”. Dello stesso avviso Franco Zanovello, presidente della Strada del Vino dei Colli Euganei e consigliere nel Consorzio: “Il forte potere evocativo dei vulcani si riverbera sui vini e ne sta decretando il successo nazionale e internazionale. Questo impone al Volcanic Wines network di definirli più accuratamente".

Attualmente Volcanic Wines comprende in Italia 19 territori di origine vulcanica, rappresentati principalmente dai loro Consorzi di tutela. “La nostra – ha ribadito Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio di Soave, fondatore del VWn – vuole continuare ad essere una "rete non codificata di intelligenze", dinamica e flessibile, a cui aderiscono Consorzi, produttori, istituzioni varie, che non vogliamo cristallizzare con regole che potrebbero frenare. Ogni realtà deciderà a quali iniziative partecipare, gli eventi da organizzare sul proprio territorio, come è stato fino ad adesso perché proprio grazie ad un’organizzazione di questo tipo siamo arrivati a festeggiare i dieci anni ed abbiamo ancora molto da dire”. 

L’apposizione del marchio su larga scala aiuterà eventualmente a finanziare il progetto di ricerca con le Università che comprende, inoltre, anche l’individuazione delle caratteristiche peculiari dei vini dei vulcani nonché la comunicazione e promozione anche all’estero. Su quest’ultimo punto Lorenzoni ha sottolineato come la volontà comune è che siano  “soggetti esterni a promuovere i vini dei vulcani italiani e mondiali”. In quest’ottica significativa è stata la presenza a Vulcanei di John Szabo, organizzatore lo scorso marzo scorso a New York della prima International Volcanic Wine Conference (Ivwc). Si tratterà, ha anticipato Szabo, di una conferenza annuale, molto probabilmente itinerante, prossima tappa un’altra città degli Stati Uniti oppure del Canada, suo paese di residenza. “Stiamo lavorando anche ad un wine club dedicato ai vini dei vulcani – ha aggiunto il master sommmelier canadese – con l’appoggio di importanti piattaforme di vendita online”. Szabo, che è l’autore di “Volcanic Wines, salt, grit and power”, uno dei pochi libri esistenti che tratta dei vini vulcanici di tutto il pianeta,  dopo la pubblicazione del suo volume, ha già in corso proprio una serie di masterclass in giro per il mondo sui vini vulcanici e di fatto ne sta diventando il punto di riferimento globale. Marco Calaon, presidente del Consorzio Vini Colli Euganei, ha infine commentato: “Siamo molto felici che Vulcanei in Italia sia la manifestazione di riferimento per i vini da suoli vulcanici e che dal nostro territorio parta una nuova progettualità che auspichiamo coinvolga tutti gli stakeholder per uno sviluppo del proprio potenziale in un’ottica più ampia”.

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