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Dic

La disfida "parla" italiano: a Barletta trionfo dei vini nostrani sui cugini francesi

on 20 Dicembre 2016. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - La manifestazione


(Alessandro Bonan, Riccardo Cotarella e Diletta Leotta)

Italia batte Francia, due volte e nettamente. Per il secondo anno consecutivo sul podio della Disfida sventola il tricolore: la squadra dei vini italiani ha fatto il pieno di consensi sia fra le fila degli esperti in giuria tecnica che nella folta platea dei giurati pop. 

Sarà stato il buon vento della Disfida, quella vera, che dopo cinque secoli ancora soffia sulla città di Barletta. O, magari, sarà che l’Italia del vino è matura per affrancarsi da sudditanze e dividere la scena con i cugini d’Oltralpe (magari, anche, sui mercati internazionali). Al termine delle degustazioni, tutte rigorosamente alla cieca, il vino più votato dagli esperti è stato un signor rosso d’annata, Pinot nero del 2011 griffato Colombo-Cascina Pastori, quell’Apertura maxima che dopo aver conquistato gli ori di Veronelli e Bibenda oggi conquista anche la Puglia. Tempi maturi per il “capitano” Nero di Troia che alla conta dei voti vince per la giuria popolare: lo Stibadium di Tenuta Coppadoro, cantina capofila del Consorzio Nero di Troia doc tavoliere. Bianco, fermo, dolce ma con grinta, il Sauternes grande réserve 2014 di Kressmann che ha conquistato il podio per la parte francese, in uno scontro ad armi pari con il Moscato di Trani 2013 di Villa Schinosa (che invece porta a casa il plauso e i voti del pubblico).


(Antonio Paolini)

Sono questi i risultati della Disfida-Wine challenge numero due, gara adrenalinica giocata anche quest’anno fra le eleganti mura fortificate del castello svevo di Barletta, in abito lungo per l’occasione. Sbandieratori, redcarpet e testimonial d’eccezione come Christopher Lambert e Riccardo Scamarcio hanno illuminato la fortezza dirimpetto al mare, accogliendo un melting pot di linguaggi fra artigianato e arte. Obiettivo rendere onore a Bacco, portare il vino tra la gente, e lanciare un messaggio di unione nella qualità.


(Luciano Ferraro, Diletta Leotta e Luca Gardini)

“La Disfida mette in campo due grandi nazioni e il risultato dimostra che il problema dell’Italia non è la qualità del vino, ma l’incapacità di tutelare, condividere, valorizzare e comunicare: gap che manifestazioni come questa aiutano a superare”, dichiara Luca Gardini, sommelier pluripremiato e ambasciatore del vino made in Italy nel mondo che ha guidato la seconda serata di degustazioni. Lo stesso Gardini, però, avverte: “Semplicità e calore, come quello ci è stato regalato ieri sera, sono la formula vincente: basta ingessature, i tecnici e le associazioni devono ricordarsi che tutti hanno un palato e togliersi un po’ di ruggine di dosso”.


(Rosanna Banfi, Lino Banfi e Memo Remigi)

Un bagno di umiltà e un moto d’orgoglio sono quello che ci vuole. Formula Banfi insomma, quella con cui il Lino nazionale – ospite d’onore della serata – è tornato a parlare al cuore della Puglia, confessando a scena aperta: “Il Nero di Troia? L'ho nominato quattro volte fuori copione durante le puntate di Un Medico in famiglia, era il vino di mio padre”. E giù applausi e brindisi con un Nero di Troia – appunto - da competizione. Come Helena, il vino di casa Vespa che rende omaggio alla regina di Sparta e più in generale alla bellezza femminina tutta quanta. È questa l’etichetta che ha conquistato all’unanimità critici e pubblico al voto nella prima serata, una competizione riservata a 13 Nero di Troia degustati completamente al buio anche in questo caso.  


(Riccardo Scamarcio e Christopher Lambert)

“Ci sono migliaia di eventi sul vino, dalle sagre paesane a manifestazioni importanti come il Vinitaly e un po’ ovunque si registra una certa assuefazione agli eventi convenzionali”, chiosa Riccardo Cotarella, numero uno di Assoenologi che ha selezionato le etichette per il Wine challenge 2016, “per la regola che la novità attrae l’attenzione, il format ideato da Stefano Remigi non è solo una novità ma una rivoluzione”. “Non è importante chi vince – conclude Cotarella, con quel tanto di soddisfazione - quanto misurarsi alla cieca e sottolineo alla cieca fra grandi territori. Poi, sapere di aver superato i rossi francesi è un fulmine a ciel sereno. È l’uomo che morde il cane”. Ce n’è quanto basta per buttare il cuore oltre l’ostacolo: la terza edizione della Disfida-Wine challenge è pronta a guadare confini internazionali. 


(Stefano Remigi)

I vini italiani surclassano quelli francesi tanto per la giuria tecnica composta da 13 esperti e influencer del settore che per la giuria popolare (circa 300 ospiti votanti nella cena di gala). Nel dettaglio: per la giuria tecnica Italia batte Francia 8-5; per il pubblico Italia batte Francia 9-4. Il vino più votato in assoluto (sommando i voti delle due giurie) è Apertura maxima della cantina Colombo-Cascina Pastori, un Pinot nero del 2011. Quello più votato dalla giuria popolare è invece Stibadium 2013 di Tenuta Coppadoro, che aveva già incassato la menzione dell’International wine challenge 2016.
 
I primi tre vini classificati per la giuria tecnica sono:

  1. Colombo-Cascina Pastori Apertura maxima 2011 Pinot nero
  2. Kressmann grande reserve Sauternes 2014 Sauternes
  3. Fertuna Lodai 2012 Cabernet

I primi tre per il pubblico:

  1. Tenuta Coppadoro Stibadium 2013 Nero di Troia
  2. Villa Schinosa Moscato di Trani 2013
  3. Colombo-Cascina Pastori Apertura maxima 2011 Pinot nero

Il vino vincitore della prima serata, che ha visto fronteggiarsi in degustazione blind 13 Nero di Troia, è Helena (Cantina: Futura14. Annata: 2014), risultato ottenuto sommando i voti della giuria tecnica e della giuria popolare: entrambe hanno votato nettamente a favore di questo vino.
Menzioni speciali della giuria tecnica:

  • Cantine Le Grotte Nero di Troia 2014
  • Casaltrinità Padre 2012
  • Conte Spagnoletti Zeuli Rinzacco 2013
  • Tenuta Coppadoro Brando 2014
  • Villa Schinosa Nero di Troia 2014

C.d.G.

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