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Gen

Aglianico e Nerello Mascalese, Monica Larner non ha dubbi: "I miei vini del 2017"

on 13 Gennaio 2017. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Il personaggio


(Monica Larnber - ph Corriere.it)

Monica Larner non ha dubbi. Il 2017 sarà l'anno di alcuni vini italiani.

Lo rivela a Luciano Ferraro per la rubrica DiVini del Corriere della Sera. Larner racconta che si occuperà "in maniera democratica" di Nord, Centro e Sud. Ama la Basilicata, "il Vulture e il suo Aglianico mi affascinano". Poi prosegue: "Punto sul Nerello Mascalese dell’Etna, dove vado spesso. Può conquistare nuove frontiere. Continuerò a girare in Piemonte, Veneto e Toscana, dove ci sono denominazioni che offrono qualità incredibile. Sono interessata ai grandi cambiamenti del Fiano, un vitigno capace di longevità. Mi occuperò di Sangiovese toscano, Brunello e oltre. Ora più che mai riesce ad esprimersi nelle differenti microzone. Sono colpita dall’evoluzione del Chianti Classico. A Nordest mi aspetto risultati interessanti per Friulano, Malvasia, Sauvignon e Pinot bianco".

Insomma Monica non si fermerà mai. E non la già adesso, nel suo ufficio che si trova a Roma a pochi passi dal Colosseo, dove stappa, assaggia e valuta circa 3 mila bottiglie l'anno. Figlia del regista Stevan (tra i suoi film Radici, Uccelli di rovo, Visitors), ha subito mostrato una passione per il mondo enologico. Dopo la laurea in giornalismo a Boston e New York, Monica è tornata in Europa, è diventata sommelier e ha recensito 16 mila vini. Dal 2013 è la responsabile per l’Italia di Wine Advocate, il gruppo del guru della critica enologica, Robert Parker. E' una donna potente che può cambiare il destino di un’azienda. Ora un suo 100/100 assegnato a un vino scatena una tsunami commerciale, un’onda che parte dagli Stati Uniti ed è in grado di sommergere di ordini una piccola cantina. È successo così a Montalcino, nel 2015 con il Brunello Tenuta Nuova 2010 di Casanova di Neri ed il Brunello Madonna delle Grazie 2010 del Marroneto.

Per le aziende italiane teme il ricambio generazionale: "I figli degli attuali patron hanno viaggiato, parlano le lingue, hanno frequentato scuole enologiche. Sarà interessante vedere se ci saranno cambiamenti stilistici".

C.d.G.

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