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Ago

Ups si "tuffa" nel vino: parte il nuovo servizio per le cantine dedicato alle spedizioni

on 14 Agosto 2017. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - L'azienda


(Denis Pantini e Philip Healey)

di Michele Pizzillo

E’ piuttosto frequente trovare l’enoteca sprovvista del vino di cui magari si è parlato la sera precedente con gli amici. Parte, per chi vive in città, una sorta di tour per enoteche nella speranza di trovare l’oggetto del desiderio. 

Tour che non sempre porta i frutti sperati e così si rinuncia al tanto desiderato vino che magari si vuole condividere in casa con la famiglia. Adesso non è più un problema, perché il vino può arrivare direttamente a casa, tramite una società di trasporti e logistica, l’americana United Parcel Service, più nota come Ups, che ha introdotto il trasporto del vino e l’adozione del Customized Declared Value Program, in pratica, “tutto ciò di cui le aziende vinicole hanno bisogno per spedire e proteggere i loro prodotti”, ha spiegato Philip Healey, country manager Ups Italia in occasione della presentazione del servizio a Milano. Infatti, Ups mette a disposizione di produttori e commercianti italiani (ma il servizio adesso è stato introdotto anche in Francia) un servizio di consulenza per l’imballaggio, la spedizione a prezzi personalizzati e la garanzia di risarcimento in caso di perdita o deterioramento di quanto spedito, secondo la formula della dichiarazione del valore di quanto è in procinto di consegnare al corriere.

Per questo servizio che dovrebbe aprire nuovi mercati al vino italiano, Ups ha fatto investimenti importanti anche perché le opportunità di business derivanti trasporto del vino sono molto interessanti. Anche grazie allo sviluppo del turismo gastronomico che nel nostro Paese mette in viaggio milioni di appassionati che non sempre possono portarsi dietro tutti i vini che vorrebbero avere in casa; ma, anche, una maggiore conoscenza del vino da parte dei consumatori e, quindi, la voglia di degustare nettari di piccoli produttori che non hanno la possibilità di essere presenti in molte enoteche.

Cosa fa Ups? “Mette a disposizione delle aziende vinicole italiane la sua expertise nel retail e nella logistica – dice Healey - Assicurando spedizioni oltre confine più veloci, con meno difficoltà e più sicurezza”. D’altronde, aggiunge Denis Pantini, direttore Nomisma Agroalimentare e Wine Monitor che ha partecipato alla presentazione milanese “il Made in Italy è conosciuto in tutto il mondo, soprattutto quando si tratta di vino. Unire le ben note tendenze del retail con lo sviluppo globale rappresenta una vera e propria mappa del tesoro per le aziende vitivinicole italiane alle quali si offrono opportunità di crescita senza precedenti. L’utilizzo dei canali digitali per promuovere e vendere il vino italiano in tutto il mondo è la chiave per raggiungere grandi mercati con un crescente consumo di beni di lusso. Questo obiettivo potrebbe essere raggiunto collaborando con un distributore locale, ma con una forte riduzione dei margini di guadagno dei produttori italiani e sui tassi di crescita che si attesterebbero su livelli più bassi. Al contrario, un approccio B2C permette di avere margini e tassi di crescita più alti”.

Ed è qui che Ups può supportare gli imprenditori italiani del settore vinicolo, visto che da anni aiuta centinaia di retailer nella digitalizzazione e nell'espansione delle esportazioni e ora offre queste sue competenze anche ai produttori di vino. Nell’ottica di semplificare le spedizione, Ups ha sviluppato un pacchetto all-inclusive per le spedizioni di vino che combina imballaggio, prezzo e protezione più adeguati. Questa soluzione può essere utilizzata come offerta completa pronta all’uso o personalizzata per le singole esigenze. La creazione del pacchetto all-inclusive rende le spedizioni di vino compatibili con la maggior parte dei servizi di spedizione del player americano.

“L’Italia produce vini apprezzati in tutto il mondo, dall’Europa all’Asia – sottolinea Pandini - I mercati esteri si mostrano particolarmente ricettivi per i nostri vini, tant’è che l’export nel 2016 è cresciuto del 4,3%1”. Visto che le aziende italiane faticano a entrare nella distribuzione di grandi dimensioni e ad avere internamente le risorse e le competenze per andare sui mercati internazionali, con il progetto Ups la “creatività italiana in bottiglia” può raggiungere i consumatori di 30 paesi dove è presente l’azienda americana (tra cui Cina, Corea del Sud, Giappone, Canada, Repubblica Dominicana, Hong Kong, India, Australia, Macau, Sudafrica, Svizzera e Regno Unito, Nuova Zelanda, Filippine, Singapore, Taiwan, Tailandia). 

Per tutte queste destinazioni Ups mette a disposizione un packaging certificato e sicuro, studiato appositamente per il trasporto delle bottiglie di vino (da 1, 2, 3, 6, 12 bottiglie per i vini fermi e da 1, 2, 3, 4, 6 bottiglie per vini frizzanti). Con il servizio “Valore dichiarato personalizzato per il vino” il player americano assicura un servizio combinato di spedizione e protezione fino a un valore di vendita di 500 euro. Se la spedizione ha un valore superiore, è possibile avere una protezione maggiore che copra l'intero prezzo di vendita. “I clienti potranno così essere tranquilli che i propri prodotti giungeranno alla destinazione prevista in tutta sicurezza e che, se per qualunque motivo, il vino venisse danneggiato durante il trasporto, saranno rimborsati del valore del vino e delle spese di trasporto”, sottolinea Healey.

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